Lorenzetti, gli effetti del buon governo

La democrazia

il sistema di governo meno imperfetto

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Table of Contents

«democracy is the worst form of Government
except for all those other forms
that have been tried from time to time.»
(W. Churchill, Discorso alla Camera dei Comuni, )

Accuse ingiuste

il ricordo del debito verso la democrazia si è affievolito con l'allontanarsi
(...) dagli anni della Seconda Guerra Mondiale

una pericolosa smemoratezza

La forma di governo democratica è ancor oggi, dopo una rinnovata fortuna nei decenni che seguirono immediatamente la Seconda Guerra Mondiale, soggetta ad attacchi violenti non solo, com'è ovvio, da parte del fronte degli Stati anti-democratici, ma anche da consistenti porzioni di opinione pubblica dei paesi democratici.

Per diversi decenni, come accennato - fermiamoci un attimo su questo dato - poche sono state le voci che si levavano contro la democrazia: non è un caso che ciò sia durato per tutto il tempo in cui più vivido era il ricordo di quel gravissimo trauma che era stata la Seconda Guerra Mondiale. Infatti tale guerra venne, al di là di ogni dubbio, scatenata proprio da regimi anti-democratici, il Terzo Reich, il Giappone e l'Italia fascista, e proprio per il fatto di essere anti-democratici e perciò animati da una mentalità aggressivo-espansionistica che li voleva dominatori di altri popoli, se non di tutto il mondo.

Ora, tale ricordo si è progressivamente affievolito, per cui ci si è sempre più dimenticati di quale grande debito sia dovuto a quella democrazia che ha garantito la più lunga pace che l'Europa abbia conosciuto nella sua storia. Tant'è che, osserviamolo en passant, se nel febbraio 2022 è tornata la guerra in Europa, è precisamente a causa di il regime oligarchico neosovietico, con l'inevitabile volontà di aggressività espansionisticauno Stato che democratico non è.

Comunque il ricordo del debito verso la democrazia si è affievolito con l'allontanarsi cronologico dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, ma anche, va pur detto, per tutta una serie di errori (reali o presunti) da e in paesi democratici. Su cui torneremo poi.

la trave e la pagliuzza

una democrazia non totale
è meglio
di una totale non-democrazia

Se uno riconosce che A è un bene lo dovrà fare, almeno un po'
(...). Ma se uno nega che A sia un bene, poi non lo farà né tanto né poco

il complottismo

Un veleno insidioso che mette fette di salame sugli occhi a non pochi è quello del complottismo, proprio di persone che non hanno reali rapporti di comunicazione umana e/o vivono un risentimento di fondo nei confronti della vita, che non ha loro concesso il potere e il successo che pretendevano come loro diritto.

Ma quali sono le accuse che vengono rivolte alla democrazia? Sono in fondo le stesso che le rivolgevano i totalitarismi di destra e di sinistra tra le due Guerre Mondiali: di essere solo una ipocrita maschera. Hitler, Mussolini, Marx, Lenin, Stalin su una cosa erano d'accordo, nell'odiare la democrazia e nell'accusarla di essere falsa, di far solo finta di dare il potere al popolo. Mentre in realtà il potere sarebbe nelle mani di oligarchie. Così come, in politica estera, i paesi democratici sarebbe stati falsi nel pretendere di agire per il bene dell'umanità: in realtà facevano solo il loro, particolare e particolaristico, egoistico, interesse.

Questa accusa contiene una parte di verità, che però non intacca la preferibilità della democrazia alla dittatura. La parte di verità è quanto già detto: la democrazia è imperfetta, perché imperfetti sono gli esseri umani, resi egoisti dal . Ma, anzitutto, il fatto di riconoscere almeno in teoria che tutti hanno il diritto di esprimersi e di contare, vincola chi lo afferma a un comportamento comunque migliore di chi nega addirittura che ciò sia un bene. Se uno riconosce che A è un bene lo dovrà fare, almeno un po', sia pure non al 100%. Ma se uno nega che A sia un bene, poi non lo farà, né tanto né poco. E questo è un male peggiore.

I mezzi di comunicazione sono in mano a pochi? Ma oggi questo, con internet e la possibilità che tutti “scrivano” sulla rete (il web 2.0), è molto meno vero che in passato, e nessuno può contestare che in democrazia le interpretazioni e le valutazioni che vengono date sui mezzi di informazione siano di tipo molto diverso tra loro, e lascino gli individui liberi di scegliere ciò che più li convince. Né si potrà contestare che chiunque possa presentarsi alle elezioni e tentare di convincere i cittadini a votarlo. Poi, si sa, c'è chi conta più di altri: ma lo puoi sempre criticare. Come non si può fare in una dittatura.

Quindi la propaganda anti-democratica strepita contro la pagliuzza dei difetti della democrazia (una democraticità non totale), e non vuol vedere la trave che è nel proprio occhio (una totale non democraticità).

perché la democrazia è preferibile

la democrazia risponde a una esigenza strutturale dell’essere umano,
quella di non essere costretto a pensare, o a parlare, o ad agire
come schiavo di qualcun altro

È ragionevole sostenere, come molti fanno, che la democrazia sia il miglior sistema politico che l’umanità abbia realizzato.

garanzia di libertà

1. Anzitutto per la libertà: la democrazia risponde a una esigenza strutturale dell’essere umano, quella di non essere costretto a pensare, o a parlare, o ad agire come schiavo di qualcun altro, ma di poter pensare, parlare e agire in modo libero. E questo è possibile solo nelle democrazie. Nei regimi non-democratici tutti devono piegare la testa al despota di turno, e dire e fare solo ciò che piace, o almeno non dispiace, al potere.

Gli effetti del buon governo, Siena
la democrazia fa star meglio tutti, in tutti i sensi

garanzia di maggior benessere diffuso

2. In secondo luogo, in generale, per il maggior benessere: decisioni, su cui si possa discutere, e che siano prese da molte persone, hanno maggiore probabilità di essere più corrette rispetto a decisioni prese da una sola o da poche persone, dato che queste ultime, se sbagliano, non hanno chi le possa (discorsivamente) correggere; mentre in democrazia la maggioranza può anche sbagliare, ma è “costretta” ad ascoltare la voce di chi la pensa diversamente e in tal modo può (più facilmente) correggersi.

garanzia di maggior saggezza di scelte

3. Inoltre, «il sistema democratico presenta almeno il vantaggio di imporre (per definizione) il punto di vista della maggioranza, il che negli altri sistemi può certamente accadere, ma anche no. Ora, questo non è di per sé sufficiente a garantire il bene comune, perché la maggioranza può fare scelte sbagliate e perché il punto di vista delle minoranze potrebbe venire sacrificato eccessivamente. Tuttavia gli altri regimi danno ancor meno garanzie di evitare tali inconvenienti, mentre d’altro canto il fatto che la maggioranza delle persone non sia costretta a vivere in modo difforme dalle proprie convinzioni, indipendentemente dalla loro intrinseca giustezza, è di per se stesso un fattore importante, ancorché non esaustivo, del bene comune» (Paolo Musso).

garanzia di pace

4. Infine, la democrazia garantisce la pace molto più della dittatura: è infatti un dato ampiamente assodato che le non-democrazie hanno, oltre al resto, il gravissimo, inestirpabile difetto della bellicosità. Lo vediamo meglio sotto.

  • La democrazia è garanzia di pace anzitutto al proprio interno, perché le varie anime che la abitano sanno di poter esprimersi e contare senza bisogno di una rivoluzione violenta. È un fatto storico incontestabile che le rivoluzioni popolari accadono solo per Una democrazia può essere rovesciata violentemente solo da un golpe, fatto da un ristretto gruppo. Come purtroppo accade in situazioni in cui i valori democratici sono poco radicati nella popolazione. In ogni caso un golpe, paradossalmente, non comporta in genere, a differenza di una rivoluzione, particolare spargimento di sangue..
  • E lo è anche nei confronti degli altri Stati, perché essendo l'informazione libera, tutti possono più facilmente smascherare falsi pretesti per intraprendere guerre, ed eventualmente contestarli duramente tipico slogan pacifista ad esempio negli Stati Uniti vi fu una libera informazione sugli errori fatti dall'esercito americano in Vietnam, e libere simbolo pacifistaun simbolo del movimento pacifistaproteste pacifiste. Si veda anche sotto, le canzoni pacifiste. Nella Russia putiniana invece solo il parlare privatamente di “guerra” invece che di “operazione speciale”, riguardo all'invasione dell'Ucraina, può comportare il carcere. Inoltre, dato che in democrazia i governanti devono cercare il consenso della gente, e dato che in genere, se ben informata (come appunto può essere in democrazia), la maggioranza della gente non vuole la guerra, è molto difficile che sia intrapresa una guerra che non abbia ragioni più che solide. Che in genere sono ragioni di autodifesa, del proprio stato o di altri stati liberi e democratici, aggrediti da dittature, come fu l'ingresso in guerra di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti nella Seconda Guerra mondiale.
  • Si può vedere la pagina su Carl Schmitt, nemico della democrazia.
  • la pagina su Jacques Maritain, o Ernst-Wolfgang Böckenförde, amici della democrazia.
  • Sugli effetti storici delle dittature si può vedere la pagina sulla Seconda Guerra Mondiale
  • Il mondo dopo il 1989, ossia verso la Terza Guerra Mondiale, la guerra delle anti-democrazie contro le democrazie.
  • Dia-logos: schede di presentazione del libro di Francesco Bertoldi che affronta il tema di uno dei principali dei presupposti della democrazia: la possibilità di un dialogo, inteso in senso non relativistico, tra gli esseri umani e le diverse soggettività culturali.

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In culturacristiana

📚 Bibliografia essenziale

🎼 Multimedia

Della possibilità che in democrazia si possano contestare le guerre sono testimonianze le tantissime canzoni pacifiste. Esemplare è il caso di Joan Baez, ad esempio con Blowing in the wind (1962):

La cantante, analogamente a un altro famoso cantante (pacifista) americano Bob Dylan, contestava la guerra fatta dal suo paese, gli Stati Uniti, in Vietnam.

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  • Obiezioni contro la democrazia, ossia l’apoteosi del complottismo: chi, dal XX secolo in poi, grida contro la democrazia sostiene soprattutto che si tratti di un inganno, perché dientro la’pparente potere del popolo a comandare sarebbe una élite: è un caso tra i più clamorosi di delirio complottistico
  • Democrazia: i presupposti, le condizioni, senza cui non può funzionare: la democrazia che si basa sul voto popolare, presuppone che la gente sia adeguatamente informata e che sappia discernere le informazioni reperite
  • Pentimento collettivo?, una necessità etica e politica: sembrerebbe che a pentirsi di qualcosa debba essere solo chi lo ha commesso. Ma se uno condivide la logica che ha portato a nefandezze, sta anche a lui pentirsi di tali nefandezze
  • Anti-democrazie e guerra, un legame strutturale: non è un caso che i regimi dispotici siano aggressivi e guerrafondai
  • Universalismo e particolarismo, alle radici di un scontro: a monte della preferibilità della democrazia
  • Inaffidabilità del particolarismo, è affidabile chi pensa che il conflitto sia strutturale?: Perché la pace tra due parti sia impossibile, non è necessario che il conflitto sia strutturale, ma è sufficiente che una delle due parti lo creda tale.